Fred Update: il parere di Filippo Jatta di JFactor.it

Già avevo parlato del Fred Update nell’articolo Fred Update: cos’è e cosa comporta il nuovo aggiornamento di Google?, ma voglio proporti oggi il parere del SEO Specialist Filippo Jatta di JFactor.it.
Buona lettura.

Posizionamento SEO: l’aggiornamento Fred di Google

Cosa tratta esattamente il temuto aggiornamento Fred? E quali siti è andato a colpire?

Dal momento in cui Fred ha fatto il suo ingresso tra gli aggiornamenti di Google tantissimi siti web hanno visto crollare il loro posizionamento e perdere la loro visibilità. Questo aggiornamento, infatti, si può dire che sia arrivato come un vero e proprio fulmine a ciel sereno.

Al contrario di quello che accadde con Panda, Penguin, e i più noti aggiornamenti di Google, infatti, i Seo ci hanno messo un po’ per capire quali fossero gli elementi colpiti, tanto da elaborare più teorie sull’argomento.

Quello che ti esporrò, dunque, è il mio parere sull’argomento, che ovviamente non è “scientificamente dimostrato”, in quanto non si è ancora arrivati ad una “versione ufficiale”, malgrado le diverse teorie, ma che, secondo me può essere molto utile per capire come Fred abbia cambiato la ratio dei motori di ricerca.

Inizio, dunque, col farti alcune premesse:

  • Prima di tutto ritengo che Fred sia un quality update molto simile ai famosi Phantom (io personalmente ritengo che sia un vero e proprio nuovo “Phantom”);
  • L’aggiornamento non colpisce i siti web in relazione alla quantità di link entranti ma, bensì, in rapporto alla qualità dei siti;
  • Gli elementi colpiti di un sito web sono svariati e nelle prossime righe ti illustrerò quali.

È doveroso premettere che questa esposizione è basata sulla mia esperienza diretta sul posizionamento dei siti web che ho analizzatoe non su informazioni che ho trovato online. Di conseguenza ritengo che Fred sia un Google Update che valuta il rapporto esistente tra la qualità dei contenuti e la quantità di inserzioni pubblicitarie inserite su una pagina web, lo standard qualitativo dei contenuti testuali e la coerenza tra search intent e le parole chiave per le quali i siti sono posizionati su Google.

È, dunque, innegabile che Fred abbia penalizzato i siti con un rapporto sproporzionato tra inserzioni pubblicitarie e contenuto testuale. Ma io, personalmente, non ho mai dovuto analizzare siti con questa problematica, quindi passerò all’argomento successivo, non avendone esperienza diretta.

Al contrario, in molti siti per i quali ho lavorato, come ho detto anche su Jfactor.it, ho dovuto apportare modifiche riguardanti il contenuto delle pagine e la search intent ad esse correlate, di conseguenza preferisco concentrarmi su questi due argomenti.

La sovraottimizzazione

Quello che ho notato, dunque, è che i siti colpiti a livello di posizionamento su Google erano quelli che avevano eseguito una eccessiva ottimizzazione delle pagine, presentando un’alta keyword density (tra l’altro senza motivo dato che per ottimizzare un contenuto basta ripetere la parola chiave un numero normale di volte e una ripetizione ulteriore non apporta un miglioramento nel posizionamento).

Già gli aggiornamenti anteriori a Fred, dunque, erano andati a colpire contenuti inutili, scritti con il solo scopo di migliorare il proprio posizionamento, senza arricchire in nessun modo l’esperienza dell’utente reale (si parla di thin content). Fred è andato a stringere la morsa, penalizzando ulteriormente i siti con eccessiva ripetizione delle parole chiave all’interno di un testo. Un testo con troppe kw è difficile da leggere per i visitatori e, in base a questo fattore, il motore di ricerca comprende che il testo è stato scritto per piacere a lui e non al visitatore e per questo ne riduce la visibilità e il posizionamento.

Google, ormai, è diventato estremamente intelligente ed è in grado di comprendere l’argomento di un articolo senza la necessità di una continua ripetizione delle parole chiave. Sebbene fino a qualche tempo fa questa fosse ancora accettata, dunque, nel tempo questo ha iniziato a rappresentare un motivo di penalizzazione, e la vite con gli ultimi aggiornamenti è stata ulteriormente stretta.

Ripetere tante volte le parole chiave in un contenuto testuale non ne migliora le prestazioni, anzi, sortisce l’effetto opposto. È importante che teniate bene a mente questo fattore!

Posizionamento su Google e search intent

Google sta migliorando nella comprensione del search intent, e l’ultimo aggiornamento ha raffinato i risultati di ricerca sotto questo punto di vista.

La search intent è l’obbiettivo di ricerca dei visitatori del vostro sito. Se un utente cerca una parola chiave e arriva ad un contenuto non attinente tenderà ad abbandonare la pagina. Google ha diversi fattori per comprendere se una pagina è gradita al visitatore, se ne soddisfa la ricerca, oppure no.

Con l’ultimo aggiornamento Google ha dato più visibilità e migliorato il posizionamento per contenuti specifici, che vanno a rispondere in maniera definita e specifica alle varie ricerche.

Hanno perso infatti traffico i così detti pillar article, cioè i contenuti molto lunghi. Questi sono rimasti ben posizionati per le parole chiave principali, ma hanno perso spesso posizionamento per le parole chiave secondarie, le così dette long tail keyword.

È importante, dunque, scegliere accuratamente le parole chiave che dovranno essere più specifiche possibile, e creare un contenuto specifico per ogni intento di ricerca.

Google, infatti, dopo Fred è portato a preferire contenuti specifici e si può risolvere questo problema agendo sull’alberatura del vostro sito web. Se avete, dunque, un articolo generico che ha buon traffico su un argomento generico lasciatelo intatto, ma create al tempo stesso altri articoli specifici che approfondiscano i vari sotto argomenti. Linkate poi da quello che gode di maggior trust verso questi nuovi articoli, per sfruttare al meglio la link juice.

In questo modo potrete migliorare significativamente la situazione di quelle pagine che con l’aggiornamento Fred sono state colpite, andando a crearne altre che siano più specifiche e che approfondiscano una data tematica, incontrando così maggiormente il gusto del motore di ricerca.

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