La risposta breve è no. La risposta lunga è: no, e diffida di chi te la presenta come una disciplina autonoma che rivoluziona tutto.
I modelli di intelligenza artificiale generativa (ChatGPT, Perplexity, Gemini, AI Overview di Google) costruiscono le loro risposte attingendo da contenuti pubblicati sul web. Li trovano tramite i propri crawler, tramite ricerche web in tempo reale (la cosiddetta Retrieval Augmented Generation) o tramite i dati su cui sono stati addestrati. In tutti e tre i casi, la fonte è il web. Lo stesso web su cui lavora la SEO.
Un sito con contenuti di qualità, struttura tecnica solida, dati strutturati implementati correttamente e backlink autorevoli è già nella posizione migliore per essere citato dalle AI. La GEO aggiunge interventi mirati (contenuti formattati per l'estrazione, schema.org specifici, file llms.txt, entity building) che aumentano la probabilità di citazione, ma questi interventi funzionano solo se costruiti su fondamenta SEO solide.
L'analogia che uso spesso: la GEO è il secondo piano della casa. Se il primo piano non c'è, non hai dove costruirlo.
Ho scritto un articolo approfondito sulla mia posizione riguardo al rapporto tra SEO e GEO, se vuoi capire nel dettaglio come la penso.