Ogni sei mesi qualcuno dichiara la SEO morta. Succede dal 2005, eppure siamo ancora qui a parlarne. L'arrivo delle AI generative (ChatGPT, Perplexity, Gemini, AI Overview di Google) ha cambiato il modo in cui le risposte vengono presentate all'utente, questo è vero. L'utente a volte ottiene una risposta sintetizzata senza dover cliccare su nessun sito.
Quello che non è cambiato è la fonte di quelle risposte. I modelli AI attingono dal web. Si alimentano di contenuti autorevoli, ben strutturati, ricchi di informazioni verificabili. Sono esattamente i contenuti che la SEO fatta bene produce da sempre.
Il paradosso è che l'AI ha reso la SEO più importante, non meno. Chi ha un sito con contenuti di qualità, dati strutturati, autorevolezza riconosciuta, viene citato come fonte nelle risposte AI. Chi ha un sito mediocre, fatto di contenuti generici e keyword stuffate, non viene citato da nessuno, né da Google né dall'intelligenza artificiale. La partita non è SEO contro AI.
La partita è: hai costruito qualcosa di valore, oppure no?
Per approfondire la mia visione sull'argomento: LLM SEO (o GEO) non esiste: sempre di SEO si tratta e SEO per agenti AI: come ottimizzare il tuo sito per la terza entità del web.