Tariffa Copywriting. Come dare un prezzo al tuo lavoro

Perché un copywriter deve farsi pagare e soprattutto quanto?

Se sei un webwriter ti sarai sicuramente scontrato con il problemuccio del compenso: quanto chiedere per un mio articolo? Per rispondere a questa domanda e per evitare di chiedere troppo (o troppo poco) sarai sicuramente andato alla ricerca di articoli a riguardo. Bene, eccotene un altro!

Il webwriter non vive d’aria

Sarebbe bello, ma purtroppo siamo professionisti che, oltre a mangiare e farsi qualche birra al pub con gli amici, devono anche pagare affitto e tasse. Questo comporta che ogni nostra prestazione debba avere un prezzo adeguato e se anche tu sei arrivato a questa conclusione, ti ringrazio a nome di tutti i webwriter del globo: lavorare gratis, per avere visibilità, può andare bene a chi è alle prime armi, per sondare un po’ il terreno, magari per due o tre articoli, ma un professionista non può permetterselo, essendo un essere vivente, e nemmeno la categoria di cui fa parte. Esiste infatti quella legge di mercato che fa sì che i webwriter che si fanno sottopagare o che lavorano gratis, svalutino il lavoro di ogni webwriter in generale.
Lavorare sotto adeguato compenso non solo giova a te stesso direttamente, ma anche indirettamente, come componente della nostra grande famiglia.
Inoltre ricorda:

Appurato ciò, il secodno problema è Quanto chiedere?

6 fattori per calcolare il tuo tariffario

Vuoi una cifra precisa, vero? Te lo leggo negli occhi… Purtroppo non esiste. Potrei dirti quanto è la mia, ma invece preferisco spiegarti come sono arrivato a calcolarla, dopotutto insegna ad un uomo a pescare e lo avrai sfamato per tutta la vita.
I principali fattori da valutare sono:

  • tempo impiegato;
  • tempistica;
  • difficoltà;
  • tipo di cliente;
  • esperienza;
  • tasse;

Tempo impiegato – Ti conosci meglio di chiunque altro, quindi solo tu puoi sapere quanto tempo potresti impiegare a scrivre un testo di 300 o 600 parole. In base a ciò, decidi quando ti piacerebbe guadagnare all’ora. Mettiamo 15€. In un’ora riesci a scrivere la bellezza di 600 parole? Bene, la tua tariffa base potrebbe essere di circa 0,02€ a parola.

Tempistica – Un committente ti darà una scadenza che potrà essere una settimana, un mese o addirittura il giorno seguente. In base a quanto sei veloce a lavorare, sai benissimo quanto dovrai stare alla tastiera per rispettare quella scadenza e più i tempi sono ristretti, più ovviamente la tua tariffa si alzerà.
La consegna un testo di 600 parole per il mese successivo non è la stessa cosa di una consegna il giorno successivo.

Difficoltà – Ogni webwriter ha un suo argomento preferito, sul quale sa praticamente tutto, pure tu sicuramente ne avrai uno e per scrivere un articolo su quell’argomento, non avrai bisogno di documentarti più di tanto e impiegherai meno tempo nella stesura.
I committenti però possono chiederti di scrivere su qualsiasi argomento e più un argomento è per te complicato, più dovrai spendere tempo sul web (o in biblioteca) per documentarti al meglio, onde evitare di scrivere sul nulla cosmico. Questo tempo non te lo restituisce nessuno. Ti potrà utile in futuro se e quando dovrai scrivere ancora sullo stesso argomento, ma per quell’articolo e per quel preventivo hai speso del tempo ed è giusto che ti venga riconosciuto.

Esperienza – Numero di parole scritte in un’ora, capacità di poter scrivere in tempi ristretti di consegna, diversi argomenti conosciuti: tutto ciò fa parte del tuo bagaglio da web writer esperto. Anche se più avrai esperienza e più sarai veloce perché riuscirai a fare automaticamente ciò che agli inizi richiedeva diversi accorgimenti, non significa che dovrai farti pagare di meno, anzi. Esperienza significa qualità e professionialità ed a testimonianza di ciò avrai un buon portfolio da mostrare al cliente.

Tasse – Del tuo compenso, il 20% per la ritenuta d’acconto e 21% per la partita iva (salvo aggiornamenti futuri) se ne andranno in tasse. Conviene quindi non dimenticarsele nella stesura del preventivo. Io consiglio di inserire nel preventivo solo il compenso netto, specificandolo chiaramente onde evitare incomprensioni poco simpatiche.

Questi per conto mio sono i sei fattori principali da tenere in considerazione per creare il proprio tariffario. Come vedi, non è possibile avere una tariffa fissa, perché ci sono molte variabili che faranno levitare o meno il compenso che richiederai. Fissa può essere la tua base da cui partire, ma il resto dipenderà sempre dal lavoro specifico.
Consiglio inoltre, in fase di preventivo, di essere il più chiaro ed esaustivo possibile, così da evutare incomprensioni. Ad esempio, come comportarsi nei confronti del cliente che chiede modifiche su modifiche? Se sono dovute ad errori tuoi, consiglio di chinare la testa e correggere. Se invece si tratta di modifiche volute da lui, ogni modifica comporterà un costo che concorderai in partenza. Così facendo ti tuteli da clienti troppo pignoli che potrebbero approfittarsi della tua incondizionata generosità.

E tu su cosa ti baseresti per il tuo tariffario?

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